Maria, Madre di Dio 

Anno C – Numeri 6, 22-27; Galati 4, 4-7; Luca 2, 16-21 

IL MIRABILE SCAMBIO 

Giancarlo Bruni O.S.M., in Il suonatore di flauto, ed. Servitium ed. a Cura del Priorato di Sant’Egidio – Sotto il Monte  (BG) pag. 30-32; Maria Madre di Dio, Anno C 

1. Il tempo nel suo scorrere è attraversato da  eventi che lo orientano in modo favorevole o  sfavorevole. 

Nella tradizione cristiana l’evento cardine, che  ha indirizzato in maniera decisamente positiva il  cammino storico dell’uomo, è l’apparizione sulla  faccia della terra di Gesù di Nazaret, il Figlio di  Dio «nato da donna, nato sotto la legge quando  venne la pienezza del tempo» (Galati 4, 4). 

Gesù è l’evento nel quale si adempie un  mirabile scambio: il Figlio di Dio si è fatto uomo  perché l’uomo divenisse figlio di Dio, imparando  sulle orme del Figlio ad agire nei confronti  dell’uomo in maniera divina, cioè umanissima. Per  questo il tempo è detto “pieno”, perché è la sua  presenza a renderlo tale, presenza della rivelazione  adempiuta del volto di Dio e del volto dell’uomo  divenuti carne nella sua persona nella stanza  nuziale del grembo di una donna di nome Maria.  In lui, «il predestinato già prima della fondazione  del mondo, ma il manifestato negli ultimi tempi  per voi» (1Pietro 1, 20), Dio si fa vedere per  quello che è per noi e l’uomo è fatto conoscere a  se stesso per quello che è secondo Dio: un figlio di  Dio chiamato a dare avvio a una storia con Dio  nella filialità, con l’uomo nell’alleanza amica e  con il creato nella cura, protesi verso l’eredità  eterna (Galati 4, 5-7). In questo sta il riscatto del  tempo, nel convertirlo in tempo di pace (Numeri 6,  22-27), di riconciliazione divino-umano-cosmica.  Il come entrare nell’anno che inizia è posto, in  compagnia del Figlio, per orientare la storia da  figli di Dio, non privandola del grazie alla sua  grazia e del fare evangelicamente ciò che è giusto,  nell’attesa della grande trasfigurazione. 

2. La coscienza cristiana necessita costantemente di essere risvegliata a questa  elementare verità, la notizia che il Padre nel partorito da Maria ha visitato e continua a visitare  l’uomo, orientandolo in sentieri di bellezza. Un  Gesù determinante per la vita dell’uomo, a cui  andare, alla maniera dei pastori del Vangelo, con  stupore e sorpresa sempre nuovi, un “andare a  vedere e un trovare” (Luca 2, 15-16) che sono  all’origine di un nuovo cammino, il “riferire, il  glorificare, il lodare” (Luca 2, 15-17.20) e, al pari  di Maria, il conservare la memoria di lui e del suo  significato per l’uomo in un cuore di meditazione:  «Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose  meditandole nel suo cuore» (Luca 2, 19).  Prefigurazioni del dover essere del cristiano e  della chiesa, porzione di umanità resa veggente  circa l’evento-Cristo, a nome di tutti e chiamata a  vantaggio di tutti, ad esserne la memoria, il canto,  l’annuncio e il gesto. Una prassi di rara e preziosa  umanità, la prassi messianica. 

3. È questa la modalità ecclesiale di far nascere  al mondo nello Spirito il Figlio, venuto a generarci  nello Spirito a figli. Chiesa la cui ineffabile  vocazione è esemplarmente leggibile in Maria,  dimora di un “sole” e parto di una “luce” il cui  nome è “compassione di Dio” per il mondo, attesa  dal mondo, il linguaggio del Dio di Gesù in Gesù,  il linguaggio di Gesù attraverso una chiesa  altrimenti insignificante per Dio e per l’uomo. Si  tratta semplicemente non di immaginarci  inappuntabili, ma di far rinascere in noi la forte  tenerezza di Dio apparsa in Gesù, aprendogli il  cuore, chiamati a divenire come Gerusalemme  (Isaia 60, 1-6), di cui Maria è personificazione,  “città della luce”. 

Nella zolla di terra che siamo noi, se l’amore  che fa grazia viene accolto lì, nascono zolle di  pace donate all’anno che viene. L’importante è  rispondere: «Eccomi» (Luca 1, 38) al suo:  «Eccomi» (Ebrei 10, 5).

Giancarlo Bruni, (1938) appartiene all’Ordine dei Servi di Maria e nello stesso tempo è monaco della Comunità ecumenica di Bose.

Risiede un po’ a Bose e un po’ all’eremo di San Pietro alle Stinche (FI).