2.a Domenica di Avvento 

Anno A – Is 11,1-10; Sal 71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12 

I DUE BATTESIMI 

Giovanni Vannucci O.S.M., in Risveglio della coscienza, ed. Servitium, Milano 1984-20192; 2.a di Avvento, Anno A 

Il Battista, una delle figure centrali del tempo  dell’avvento, torna ogni anno a ripeterci due  fondamentali consegne religiose: «Tornate alle  origini dell’Essere» (Matteo 3, 2) – la traduzione  ordinaria «fate penitenza» rende insufficientemente  l’idea del termine semitico teshubah, il ritorno a Dio,  cuore dell’Essere – e l’altra: «Io vi battezzo  nell’acqua, ma il vostro vero battesimo avverrà nel  fuoco e nello Spirito santo, e l’amministratore di  questo battesimo è in mezzo a voi» (Matteo 3, 11).  Prima un pellegrinaggio alle origini dell’Essere, a  Dio, per ritrovare la nostra verità di creature; poi  l’immersione nel fuoco e nello Spirito santo che  consumerà la nostra riunificazione con Dio.  Ritornare alle origini dell’Essere: è come se  venissimo trascinati dal vento del deserto che tutto  spazza e devasta senza riguardo a cosa alcuna. Distruzione delle nostre costruzioni umane,  concrete e teoriche, distruzione dei nostri sistemi di  pensiero, delle nostre interpretazioni mentali del  visibile e dell’invisibile, per contemplare con occhi  puri la purezza della luce e della vita.  Ritorno alle origini dell’Essere, all’assoluta  nudità del nostro essere per fissare lo sguardo, non  mediato né alterato dalle nostre immagini e teorie,  sulla nudità dell’Essere che è senza nomi, senza  forme, senza immagini. L’appello al ritorno alle  origini nasce non da esigenza emotiva o moralistica,  ma dalla consapevolezza che l’esistenza separata dal  cuore dell’Essere è l’immagine sfigurata dell’ordine  armonioso nel quale l’uomo trova la sua verità e la  sua armoniosa gioia.  Una volta ricongiunta al suo vero centro divino,  la coscienza riesce ad accettare la vita di tutti i giorni  come un sicuro pellegrinaggio di ritorno alla sua  grandezza originale. Accetta la vita terrena con  passione attiva, accetta gli austeri doveri che essa  impone e che non sono sempre divertenti, pesi non  sempre facili a portare, il bene e il male che con la  sua azione ha seminato e che viene a raccogliere.  Accetta la vita concreta con le sue piccole luci e il   suo vasto cerchio d’ombra, con le lodi e il biasimo,  con l’onore e il disonore, con la ricchezza e la  povertà, con il riposo e la stanchezza che  l’accompagnano. Accetta la vita sempre e  comunque, anche quando chiede alle sue possibilità  lo sforzo supremo. Ricollegata al suo centro  sorgivo, accetta e adempie quei compiti che le  vennero assegnati l’istante in cui ricevette  dall’Onnipotente l’ordine di preparare la via della  sua venuta, di scendere nel mondo delle forme per  lottare e combattere, per soffrire e amare.  Alla coscienza, riunita alla sua origine, la terra si  rivela come il mondo dell’amore, come l’unico luogo  ove è possibile amare con libertà piena. Sulla terra  il giusto e il peccatore si tengono per mano, colui  che sa è a fianco di chi è ignorante, il servo di Dio è  vicino al servo dell’anticristo. E la terra ci affratella  nel dolore e nel peccato e per questo ci offre la  possibilità di redimerci nell’amore. Nella terra,  separata dal suo principio, l’uomo non è più, esiste  soltanto; avendo perduto la tensione dinamica che  l’unisce al suo prossimo e a tutta l’umanità, non  conosce più i suoi fratelli e li combatte per  continuare a esistere.  Così, pur continuando sulla terra a esistere  sperequazioni e ingiustizie, caos e disordine, l’uomo  che ha ritrovato il cuore dell’Essere combatte la sua  battaglia, perché tutti si risveglino all’amore, tutti  possano conquistare lo spirito. Sulla terra l’amore è  conquista, non un modo d’essere, ma una conquista.  Così l’uomo che ha percorso il pellegrinaggio alle  sorgenti ama il suo nemico, colui che non può  sopportare; ama e non si stanca di amare, non  gl’importa di non essere riamato, per lui non esiste  offesa o peccato, esiste solo l’amore che tutti  riavvicina. Dà a ogni cosa il suo giusto valore e  distrugge solo quanto non può purificare.  Amore: è il tema supremo della terra; amare,  volere il bene; comprendere, non preoccuparsi di  essere compresi; vivere l’occasione di dare tutto,  senza nulla ricevere in cambio.  Offrire ardentemente, teneramente la propria  vicinanza a tutti.  Amare, perché l’amore tutto riceve e tutto dona,  perché è il sale della vita, perché senza l’amore la  vita non avrebbe senso. Nell’amore ogni passione si  placa, ogni squilibrio ritrova il suo equilibrio.  Amare fiduciosamente, limpidamente, credere  nel bello, nel giusto, nel nobile, nel puro, credere ad  ogni costo, credere sempre; credere ai confini della  vita e della morte, ai confini dello spirito e della  materia. Perché l’amore è un supremo atto di fede, e  nell’amore l’uomo redime se stesso e ascende nelle  altezze dello spirito.  Il primo battesimo nell’acqua, separandoci dalle  forme inquinate dell’esistenza, ci ricollega all’onda  fecondatrice dell’Essere, l’uomo si trova rivestito  solo di amore. Amore che lo pone di fronte a tutto il  male che è nell’esistenza e che gli impone di  affrontarlo, per assumerlo e trasfigurarlo.  Contrasto che permette all’uomo di esaurire tutte le  sue possibilità di amare, di portare a maturazione  tutti i suoi poteri d’amore.  Il battezzato nell’acqua non teme alcuna potenza  contraria, accetta tutte le prove, perché in lui sia  compiuto, all’alta temperatura del dolore, il  cammino che lo conduce alla nascita dell’uomo  vero.  Il battesimo di fuoco opera la trasformazione del  metallo misto della natura umana in oro puro. Il  battesimo dell’acqua ci salda alla sorgente  dell’Essere; il battesimo del fuoco, immergendoci  nell’esistenza con un cuore nuovo, nell’implacabile  rigore, richiesto dal contrasto con le opposizioni  dell’esistenza, ci conduce a essere una sola realtà col  Signore della vita, con Dio. Con Dio, l’immenso  amore che tutto avvolge e conduce, che tutto  illumina verso la meta suprema ove, vive scintille di  un rogo inconsumabile, tutti ritorneremo. Qui puoi acquistare tutti i libri di p. Vannucci.